L’informatizzazione del percorso chirurgico all’Humanitas San Pio X di Milano

Recentemente acquisito dal gruppo Humanitas, il San Pio X, storica realtà milanese, si rilancia concentrando i suoi sforzi su un consolidamento dell’offerta di servizi ed un potenziamento del suo parco tecnologico. Fiore all’occhiello di questo investimento è un nuovo sistema informatizzato del percorso paziente chirurgico che permette una gestione sicura del dato ed un netto miglioramento dell’operatività interna del reparto. Abbiamo chiesto a Danilo Vazzano, direttore operativo del San Pio X, Gianluca Mazzoleni ed Alessandro Baldassarre, dei sistemi informativi e Massimo Runza, responsabile Servizio Anestesia e Rianimazione, di presentarci il sistema elencandoci punti di forza e possibili applicazioni future. Questa intervista è la sintesi di una lunga chiacchierata con i professionisti del San Pio X ed ecco cosa ci hanno detto. Come è organizzata la vostra struttura e quali sono i servizi di cura che offrite? Danilo Vazzano La struttura conta 162 posti letto è accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale. Sono presenti in regime di ricovero tutte le specialità di media complessità (escludiamo l’alta complessità come neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia vascolare e cardiologia). I nostri punti di forza riguardano l’area ortopedica, l’area materna-infantile e la chirurgia funzionale (otorino e chirurgia addominale).

Abbiamo una terapia intensiva, e una significativa attività ambulatoriale abbastanza strutturata che include medicina nucleare, radioterapia endoscopia e una radiologia completa. I numeri sono interessanti: confrontando il primo quadrimestre 2017 e lo stesso periodo del 2016, i ricoveri sono aumentati del 30,2%, le prestazioni ambulatoriali del 9,5% e i parti del 49,2%. Quest’ultimo è un dato che riflette un aumento generale degli interventi chirurgici, categoria in cui includiamo tutte le operazioni, dalla cataratta a quelle di carattere ortopedico, urologico e oncologico. Citerei, anche se sommariamente, i nostri propositi: abbiamo intenzione di concentrarci sulla parte diagnostica e completare l’offerta, strutturarci sulla parte materno-infantile e confermarci sulle altre chirurgie. Lei ha accennato a prospettive di sviluppo per la struttura. Di che arco temporale stiamo parlando? Abbiamo in programma una ristrutturazione completa che comporterà investimenti strutturali ed in tecnologia per poi procedere con un ampliamento dei servizi. Da quale esigenza e come è nato il progetto di informatizzazione del Percorso del Paziente Chirurgico? Massimo Runza L’idea nasce dell’esperienza fatta al Policlinico di Milano, l’ospedale dove lavoravo prima.

Lì mi occupavo di portare avanti indagini statistiche sugli interventi ed ho avuto modo di riscontrare alcune problematiche legate soprattutto all’inserimento manuale dei dati. La soluzione del problema arrivò da Ascom UMS, la cui proposta ci aveva entusiasmato, ed ho quindi ritenuto utile proporla per il San Pio X. Il lavoro è stato poi quello di svilupparla e adattarla alle esigenze informatiche della struttura. L’aspetto più importante, avendo esperienza diretta della modalità con cui vengono compilati generalmente i cartellini anestesiologici (fogli prestampati sui quali vengono inseriti i dati di riferimento) e di quanto le informazioni così inserite siano di difficile codifica, è stato quindi garantire la sicurezza del dato. Si parla naturalmente del dato registrato, ricordo che il cartellino anestesiologico è un documento ufficiale che fa parte della cartella clinica quindi qualora ci siano dei contenziosi si potrebbe ricorrere ad un dato attendibile ed inequivocabile. Utilizzando questo prodotto abbiamo potuto sviluppare tutto il percorso che ha inizio dalla medicina preoperatoria (ossia poter valutare in tempo utile lo stato clinico di un paziente alcuni giorni prima, o il giorno antecedente il ricovero, al fine di ridurre il tempo di degenza ed essere perfettamente preparati su quelle che possono essere eventuali problematiche da dover gestire) che oggi è uno degli aspetti più importanti. Stabilire quindi con certezza l’opportunità di sottoporre il paziente ad esami specifici è fondamentale alla luce ad esempio dell’ottimizzazione dei servizi e della programmazione degli interventi evitando rinvii inutili (un esame in più può infatti far slittare l’intervento, ma in nessun caso ha il potere di eliminare il problema). Tutti gli anestesisti quindi devono compilare un form, pre-studiato, che va poi valutato e sottoscritto, per poter avere una visione il più possibile omnicomprensiva. Il percorso poi passa ad una fase intra-operatoria nel corso della quale possono essere evidenziati tutti gli eventi che si succedono da quando il paziente arriva in sala operatoria, viene quindi trasferito dal reparto di riferimento fino alla conclusione del percorso chirurgico, passando eventualmente dalla terapia intensiva. Questo significa avere una valutazione di tutti i tempi, e può essere utile all’amministrazione per valutare una serie di variabili per l’ottimizzazione dei tempi e la soluzione più adeguata dal punto di vista organizzativo. Questo cartellino arriva quindi a contenere una serie di dati ed informazioni esaustive. Una volta adottata la nuova soluzione quali sono state le risorse convolte e quali i benefici che vi aspettavate? (Segreteria chirurgica, programmazione …)? A partire dal luglio 2014 siamo passati, completamente, dal cartellino cartaceo a quello paperless (informatizzato) ed è stato un cambiamento radicale che ha inquadrato tutte le figure professionali in qualche modo coinvolte nel lavoro di sala operatoria, vale a dire principalmente anestesisti e chirurghi che si sono dovuti abituare a stilare il verbale operatorio su un form elettronico e non cartaceo, il che per inciso ha permesso una numerazione progressiva dei verbali operatori automatizzata, quindi sicura. Con il nuovo sistema peraltro i professionisti non possono interferire con le attività degli altri (che restano quindi nettamente separate). Coinvolti anche gli infermieri, che hanno dovuto adeguarsi ad un tipo diverso di lavoro perché anche per loro cambia il modo di registrare le proprie attività. Come è cambiata\migliorata l’attività in blocco? Ci sono state delle resistenze iniziali? Abituarsi ad una differente routine implica sempre una certa capacità di adattamento, ma devo dire che nella nostra esperienza abbiamo riscontrato quanto, a fronte di qualche difficoltà iniziale, tutti abbiano facilmente trovato il nuovo equilibrio. Ora, visti soprattutto i vantaggi riscontrati dall’utilizzo del sistema, credo che non ci sia nessuno che sceglierebbe di tornare indietro. Quali sono i maggiori benefici che avete ottenuto (sicurezza e statistica e-farmacy)? Prima di tutto direi la visione di insieme che questo nuovo sistema offre delle sale operatorie. Questo vuol dire avere la possibilità di organizzare al meglio l’operatività complessiva della sala operatoria e certificarne le attività nel modo più chiaro possibile evitando così sovrapposizioni e dispersione di risorse. Un aspetto fondamentale è poi la sicurezza (e la completezza) del dato che viene registrato direttamente dalla strumentazione e questo garantisce un rilevamento costante, in primo luogo, ed una validazione certificata, dall’altro. Un altro vantaggio è quello di avere il controllo sulle check list operatorie e chiudo dicendo che una implementazione possibile è quella relativa allo scarico del materiale. Quali reputate siano gli aspetti innovativi da un punto di vista squisitamente tecnologico? Gianluca Mazzoleni L’introduzione del sistema ha nettamente ribaltato la situazione ed il modo di lavorare. Sono state introdotte delle postazioni in ambienti in cui non erano previste e quindi tutti i professionisti sono stati coinvolti in questa nuova operatività. Questi computer sono molto particolari e in grado di fornire prestazioni ad hoc. L’impegno tecnologico è stato quindi di una certa rilevanza legato prima all’istallazione del sistema e poi finalizzato a garantire la sicurezza intesa come business continuity necessaria per un sistema clinico come questo. La fase di realizzazione è stata quindi accompagnata da una fase di analisi estremamente dettagliata di tutte quelle che possono essere classificate come esigenze di un reparto complesso come questo. Quanto è completo il percorso e cosa vi aspettate di migliorare ancora? Stiamo ragionando sull’idea di implementare questo sistema, che dal punto di vista funzionale è già completo, con dei device mobili attraverso i quali tenere sotto controllo costantemente i parametri del paziente. Questi strumenti potrebbero senza dubbio facilitare il compito degli infermieri, ma anche dei medici. Cosa vi immaginate per il futuro? In questo momento potremmo definirlo un sistema ‘ibrido’. Abbiamo avuto molto da fare per metterlo a punto partendo dal punto di vista della gestione operativa, ma potrà essere sicuramente implementato anche riguardo ad altri aspetti. Quello che a noi interessa immaginando il sistema a regime, non è tanto apprezzarne l’utilità in relazione alla gestione dei costi, quanto attenzionare la sua capacità di integrarsi con i sistemi informativi e con la cartella elettronica in uso (o integrata in un secondo momento). Un altro aspetto interessante è la capacità di tirar fuori dati qualitativi, quindi indicatori di buon esito o mal esito in modo da offrire la possibilità di ricostruire tutti i passaggi.

Informazione pubblicitaria

My Newsroom

Datamatic Sistemi & Servizi S.p.A

Il gestionale sanitario 4.0

Il 1973 vede la nascita di Datamatic S.p.A. come azienda che dedica il proprio impegno nella distribuzione di accessori e prodotti di consumo tecnologici, ponendosi