Estrazione di cataratta e gestione del glaucoma: uno studio di HTA

Emanuela Foglia , Lucrezia Ferrario , Simonetta Morselli , Alessandra De Gregorio , Francesco Bandello , Federico Di Matteo , Paolo Bettin , Graziano Gussoni , Federico Marcoli , Enrico Gremmo , Antonio Fea , Letizia Negri , Carlo Enrico Traverso

Le patologie oculari e i disturbi visivi sono notevolmente in aumento rispetto agli anni passati, a causa del continuo e progressivo invecchiamento della popolazione (Friedman et al., 2002; Lee et al., 2004; Verges et al., 2005; Bilgin et al., 2014): tra le patologie a maggiore prevalenza si annoverano cataratta e glaucoma. Da un punto di vista epidemiologico, la letteratura dichiara che circa il 20% dei soggetti affetti da cataratta, soffrono anche di glaucoma (Tseng et al., 2012). Nella pratica clinica, è possibile effettuare l’intervento di estrazione della cataratta combinato con la chirurgia del glaucoma (Marchini et al., 2017), qualora la terapia farmacologica per la riduzione della pressione intraoculare non risulti efficace. Sussiste però un ampio dibattito circa la possibilità di combinare gli interventi chirurgici nella medesima seduta operatoria (intervento combinato) o in tempi differiti, nonché in riferimento al tipo di intervento chirurgico da effettuare per la cura del glaucoma. A tale proposito, negli ultimi anni, la tecnologia medica si è evoluta, dapprima nella chirurgia del glaucoma con l’utilizzo di dispositivi medici del tipo Ex-press mini shunt e, successivamente, con l’innovazione tecnologica rappresentata dall’inserimento dell’impianto XEN Glaucoma gel implant, che si sono affiancate alla tradizionale trabeculectomia ab externo tecnica “gold standard” e alla sclerectomia profonda.


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