La mappa del percorso (journey map) come strumento di disegno, e miglioramento dell’esperienza delle persone e di valutazione continua dei servizi

Ettore Turra , Pierpaolo Benetollo , Mariangela Soverini , Paola Zambiasi , Giovanni M. Guarrera , Giandomenico Nollo

La mappatura dei percorsi è uno dei metodi più utili per diagnosticare e migliorare l’esperienza longitudinale dei pazienti con le organizzazioni sanitarie. Le iniziative di sanità digitale nel recente passato sono state rivolte a un obiettivo principale: condividere i dati dei cittadini e pazienti tra i diversi attori e luoghi di cura. Tra gli esempi più rilevanti: gli archivi digitali per la condivisione dei referti a livello ospedaliero e territoriale, i servizi di interoperabilità con i medici di medicina generale, la dematerializzazione delle prescrizioni, il FSE. I risultati ottenuti sono importanti sia per la sicurezza e continuità delle cure, per rendere disponibili informazioni cliniche aggiornate e accessibili in tempo reale, sia per l’esperienza del paziente, che non grazie alla dematerializzazione non deve più recarsi nelle strutture solo per ritirare un referto o una prescrizione cartacea [1]. Una volta raggiunto un buon livello di condivisione dei dati, diverse organizzazioni sanitarie si stanno oggi orientando alla gestione di percorsi longitudinali in modo da affrontare nella logica dell’integrazione e continuità delle cure un problema comune a tutte le organizzazioni sanitarie, anche attraverso l’utilizzo dei moderni supporti informativi [2]. Secondo questo paradigma si vuole ingaggiare le persone quando sono in salute, rimanere collegati ad esse durante gli episodi di cura e continuare ad esserlo quando queste ritornano al proprio stato naturale (di piena salute o di cronicità).


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