Aria di cambiamento

Anno nuovo, vita nuova per la Sanità nel nostro Paese. Quello che sembrerebbe essere solo uno dei soliti ‘buoni propositi’ di gennaio rischia (e lo diciamo tradendo una certa dose di scaramanzia) invece di concretizzarsi. Che il 2020 sia l’anno di svolta per il comparto? Beh, vediamo da dove origina questa nostra convinzione. Prima di tutto si percepisce un netto cambiamento nelle dichiarazioni di intenti degli addetti ai lavori. Se fino ad ora infatti la parola d’ordine sembrava essere una, ed una sola, ‘resistere’, oggi ci troviamo di fronte a una chiara correzione di rotta: investire in Sanità si può. Anzi, si deve e chiederlo non è più un tabù. Del resto, altro elemento che incoraggia il nostro ottimismo, come sempre avviene, i cambiamenti avvengono quando si manifestano condizioni atte a determinarli e i segnali, questa volta, ci sono davvero tutti a partire dalle dichiarazioni del ministro Roberto Speranza che abbandona la proverbiale ‘prudenza’ dei suoi predecessori: “Dobbiamo dare un segnale forte che lo Stato intende investire nel Servizio Sanitario Nazionale – dichiara alle principali testate nazionali – perché la sanità pubblica è una pietra preziosa che nasce dall’articolo 32 della Costituzione e che si riferisce a valori fondamentali come l’universalismo. Stabilisce che di fronte alla salute conta solo il diritto di essere curati e io – prosegue Speranza – voglio difendere questo diritto”. Sì, ma resta un nodo cruciale: come fare? Anche su questo il Ministro ha le idee chiare ed entra nel merito dei numeri: i 10 miliardi promessi dal Governo Conte per il Fondo sanitario nazionale entro la fine della legislatura permetterebbero un vero rilancio. Ma non è finita qui, con i due miliardi previsti dalla Legge di Bilancio il Ministro vede anche possibile lo sblocco dei tanto attesi investimenti su edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico. Questo sì, aggiungiamo noi, che sarebbe un vero e proprio cambio di passo per il SSN. Ad arricchire il quadro ci sarebbe poi anche il contratto dei medici della sanità privata, settore che interessa oltre 99.000 dipendenti, in dirittura d’arrivo. La situazione “è stata sbloccata – ha recentemente annunciato il Ministro – mi auguro che nei primi mesi del 2020 possa essere firmato il rinnovo del contratto anche per la sanità privata, fermo da 12 anni”. Non ci resta che aspettare quindi, ma questa volta più fiduciosi, che i buoni propositi di inizio anno divengano un programma concreto di rilancio di un sistema sanitario che attende da tanto, troppo, tempo di essere toccato da un concreto cambio di marcia. Che sia davvero la volta buona?

Buona lettura.

La rabbia e l’orgoglio

Suonerà campanilistico (qualcuno azzarderebbe il termine ‘melenso’), ma in questa irraccontabile tragedia il nostro Paese sta collaudando un inedito sentimento di appartenenza. Ammettiamolo, mentre davanti

Leggi Tutto »

Aria di cambiamento

Anno nuovo, vita nuova per la Sanità nel nostro Paese. Quello che sembrerebbe essere solo uno dei soliti ‘buoni propositi’ di gennaio rischia (e lo

Leggi Tutto »

Il ‘buono’ che fa notizia

Non smetteremo mai di ripeterlo: la ricerca applicata alle tecnologie ‘sanitarie’ rappresenta un concreto valore aggiunto, un’opportunità per professionisti e pazienti. È esattamente questa la

Leggi Tutto »

Una nuova stagione

Un buon lavoro e l’auspicio di un coraggioso cambio di passo che torni a mettere il ‘sistema salute’ al centro dell’agenda politica italiana. Questo, a

Leggi Tutto »