Idroablazione nel trattamento dell’ipertrofia prostatica

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Angelo Porrea
Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia presso il Policlinico di Abano Terme

Cos’è e come viene trattata questa patologia? Ci sia alza frequentemente la notte, si hanno difficoltà di minzione, talvolta si prova dolore, il flusso di urina risulta debole e la vescica non si svuota mai completamente: sono sintomi che chi soffre di ipertrofia prostatica benigna conosce bene. In gergo medico l’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna viene identificata con le sigle (BPH o IPB) e sta a indicare l’accrescimento del volume della ghiandola prostatica. Causa scatenante è l’aumento del numero di cellule prostatiche epiteliali e stromali. Fortunatamente è un disturbo benigno e reversibile che può essere efficacemente trattato grazie a un ventaglio di procedure e soluzioni terapeutiche in costante aumento.

Cos’è e come viene trattata l’ipertrofia prostatica? Il dott. Porrea, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia del Policlinico di Abano Terme, ci parla in questo approfondimento di un’innovativa tecnologia robotica per intervenire su questa patologia: l’idroablazione, che consente di superare eventuali complicanze del trattamento termico

Ma chi è il paziente-tipo? Si tratta di soggetti over 50. In Italia, risultano essere oltre 6 milioni le persone affette da questa patologia. L’incidenza del problema varia in base all’età tant’è che sono il 50% gli uomini (tra i 51 e 60 anni) ad accusare tale disturbo. La percentuale cresce fino al 70% per 60enni e 70enni, con un evidente picco che tocca il 90% negli ottuagenari.


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