Una questione di precisione

Luigi Boni
Luigi Boni
Direttore Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano

Professore, parliamo della nuova piattaforma di chirurgia digitale modulare. Di cosa si tratta? Si tratta di una piattaforma innovativa (HandX®) che ha come obbiettivo quello di migliorare la precisione dell’atto chirurgico durante gli interventi di chirurgia mininvasiva, permettendo al chirurgo di superare alcuni limiti ergonomici tipici della chirurgia laparoscopica mediante l’impiego di strumentario classico. Qual è la sostanziale innovazione? L’innovazione principale è rappresentata dalla possibilità di introdurre dagli accessi laparoscopici tradizionali degli strumenti che, sebbene controllati dal chirurgo, possono ruotare e articolarsi con diversi gradi di libertà, attraverso la mediazioni di un sistema automatizzato e modificabile a seconda delle preferenze del chirurgo stesso.

Ricerca e innovazione tecnologica capace di aprire nuovi orizzonti per la chirurgia moderna. Abbiamo chiesto al prof. Luigi Boni, direttore della UOC di Chirurgia Generale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda di Milano, di descriverci le potenzialità di un nuovo innovativo strumento a sua disposizione. Vediamo di cosa si tratta e quali sono le possibili applicazioni di questa nuova tecnologia

Il sistema permette di migliorare la classica ergonomia limitata della chirurgia laparoscopica perché i gradi di libertà del sistema HandX® permettono di raggiungere triangolazioni intra-addominali non raggiungibili in laparoscopia. Perché si parla di una ‘via di mezzo’ tra chirurgia laparoscopica e robotica? La così detta “chirurgia robotica”, introdotta nella pratica clinica verso la fine degli anni ‘90, ha trovato ampia e rapidissima accettazione da parte della comunità chirurgica soprattutto in campo urologico, ginecologico e, più recentemente, anche in vari ambiti della chirurgia addominale. Il successo dalla “robotica” tra i chirurghi è soprattutto legato al fatto che permette di eseguire interventi chirurgici “mini-invasivi” mediati da un’apparecchiatura (“tele-manipolatore”) che grazie a strumenti ad altissimo valore tecnologico (e costo), lo rende più semplice da eseguire ovviando ad alcuni limiti di ergonomia che richiedono al chirurgo una certa destrezza innata e parecchio training.


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