Da crisi ad opportunità

La storia insegna che quasi sempre lo scatenarsi di una crisi è associato allo sviluppo (spesso imprevedibile) di una serie di opportunità. La massima, molto nota, oltre che ad essere figlia di un preciso algoritmo storico-sociale, è magistralmente tradotta da un ideogramma Kanji che da anni sembra aver travalicato la sua origine nipponica per approdare di peso (spesso in modo improbabile, in verità) nella cultura mainstream. Ora, con tutti i doverosi distinguo tra le altezze della filosofia orientale e il popolo (eterogeneo) dei tutor motivazionali, possiamo (anzi dobbiamo) trarre da questo concetto alcuni spunti di riflessione applicabili alla realtà che stiamo vivendo. Il primo tra tutti è quello che ci invita ad imparare dal nostro passato. L’emergenza COVID-19 ha travolto il nostro Paese (ma non un eroico sistema sanitario) con la forza di uno tzunami. Per settimane siamo stati impegnati in una lotta che ci ha lasciati con un numero impressionante di morti e nuove consapevolezze. La prima è senza dubbio quella legata ad un virus di fronte al quale ci siamo tutti scoperti vulnerabili. Nessuno si sarebbe figurato (eppure tanti, colpevolmente inascoltati, lo avevano previsto) un piccolissimo virus bloccare il mondo intero. Quel mondo che avevamo imparato a considerare quasi come un rassicurante ‘giardino di casa’, accessibile, libero e colmo di opportunità e che si ritrova oggi diviso e impaurito. La seconda, non meno importante, è legata al fatto che dovremo tutti ripensare ad una società nuova. Un nuovo mondo al quale dobbiamo essere preparati. Ma, ecco che la nostra celebrata ‘filosofia zen’ ci viene in soccorso, perché è vero che il Covid ci ha fortemente provati, ma è altrettanto vero che abbiamo l’irripetibile chance di trasformare questa crisi in una opportunità. In un’occasione per ripensare in particolare al nostro sistema sanitario non come ad un ‘forziere da depredare’, ma come ad una indispensabile arma per reagire. Voglio essere ottimista e pensare che questa drammatica esperienza collettiva spazzi via tutti i retorici ‘si deve’ in campo sanitario. ‘Si deve’ investire lì e si farà. Tecnologia, personale, ricerca devono essere voci in attivo nelle politiche di investimento sanitario e questo per assicurare a tutti che la prossima crisi (e non vorrei essere una moderna Cassandra rimanendo inascoltata nel mio appello) non ci troverà, mai più, impreparati. Tutti quei ‘non ora’ (che in Italia fanno rima con ‘mai’) legati alle politiche di investimento dovranno necessariamente essere spazzati via per sempre dal ricordo di questa emergenza. È il tempo quindi di investire. Di adeguarci per non rischiare, mai più, di essere messi all’angolo. L’essere umano ha, nei secoli, guadagnato il diritto di essere considerato il ‘padrone’ del pianeta terra. Hobbes lo definisce ‘l’animale più pericoloso di tutti’ perché unico a possedere quella combinazione vincente (e letale) di caparbietà e capacità. Dominiamo il mondo (e questo non è sempre un bene) e lo facciamo grazie alla nostra capacità di imparare degli errori. Dalla nostra volontà di migliorare. È giunto quindi il momento di un nuovo piccolo (grande) scatto evolutivo. Di dimostrare cioè che oltre ad esserci ‘guadagnati’ la nostra posizione dominante siamo anche in grado di meritarla. Buona lettura.

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