DOPPIO TRAPIANTO DI FEGATO COMBINANDO LA MACCHINA DI PERFUSIONE E LA TECNICA DELLO SPLIT LIVER

È accaduto al Bambino Gesù dove è stato possibile dividere un fegato in due parti da trapiantare in pazienti diversi, combinando l’uso della macchina di perfusione epatica con la tecnica dello split liver. Si tratta del primo caso al mondo riportato nella letteratura scientifica (pubblicato sulla rivista scientifica Liver Transplantation) in cui questa apparecchiatura è stata utilizzata in combinazione con la tecnica dello split liver. La macchina di perfusione extracorporea per gli organi destinati a trapianto rappresenta una tecnologia emergente degli ultimi anni, in dotazione al Bambino Gesù sin dal 2018, e consente di prolungare i tempi di ischemia e di migliorare la conservazione dell’organo riducendo il danno cellulare e di valutarne durante la perfusione la capacità di funzionare una volta trapiantato. In prospettiva, durante la perfusione sarà possibile “modificare” l’organo, rendendolo ad esempio più compatibile dal punto di vista immunologico. I chirurghi del Bambino Gesù hanno utilizzato la macchina di perfusione per dividere in Ospedale un fegato prelevato fuori Italia, dove non avrebbero potuto effettuare lo split, e realizzare così due trapianti contemporanei. Senza l’apporto del macchinario, visti i tempi di ischemia molto lunghi, ci sarebbero stati maggiori rischi di malfunzionamento degli organi trapiantati. In uno dei due riceventi, il fegato è stato trapiantato dopo 16 ore di conservazione, quando normalmente il tempo massimo è di 8-10 ore.