Il ruolo dell’integrazione tecnologica nello screening del paziente diabetico: un’indagine di HTA

Massimiliano Musazzi , Federico Silipo , Fabrizio Schettini , Sonia Cecoli , Lucrezia Ferrario , Emanuela Foglia

Nelle patologie croniche e degenerative, quali il diabete, la possibilità di attivare dei percorsi di screening mirati, utili per la gestione e diagnosi il più precoce possibile, delle complicanze della patologia principale, quali quelle di natura oculare, può fornire un supporto concreto per rendere meno complesso l’iter di un paziente di così sfaccettata e difficile gestione. Ciò assolve a un’importante finalità clinica e di efficacia, ma presenta anche un risvolto di ottimizzazione di processo, riducendo il burden economico e sociale, sia per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sia assumendo il punto di vista del paziente che ne è affetto. La garanzia di attivare uno strutturato percorso di screening consente la presa in carico protetta del paziente, governata da professionisti, che, in caso di necessità, potrebbero repentinamente effettuare diagnosi di aggravamento delle condizioni e attivare l’inizio del trattamento terapeutico. Il supporto di tecnologie abilitanti può, in questo contesto, facilitare anche le attività del personale sanitario, andando a ottimizzare l’impiego di risorse umane, e semplificando il percorso paziente, avvicinandosi altresì alle necessità operative e alla quotidianità dei malati cronici e dei loro care giver. Proprio all’interno di questo contesto, l’innovazione tecnologica, che spesso risulta essere di particolare utilità, gioca un ruolo chiave, con la proposta di soluzioni sempre più all’avanguardia e abilitanti. Tra queste, degna di nota è l’implementazione di sistemi diagnostici integrati di “picture achieving and communication system – PACS”, quale è il sistema FORUM – che permettano di tracciare e visualizzare “on time” le immagini diagnostiche fornite da tutta la strumentazione diagnostica in ambito oculistico (fundus camera, perimetri, lampade a fessura con modulo imaging, biometri), che può essere effettuato da personale sanitario, anche non medico, ma adeguatamente formato, così da consentire un efficientamento dell’intero percorso di refertazione delle immagini prodotte. Numerosi possono essere i vantaggi correlati all’introduzione di un sistema integrato di acquisizione e refertazione delle immagini in ambito oftalmologico (Mayer et al., 2013; Pandit et al., 2015), con particolare riguardo al monitoraggio delle complicanze oculari legate al diabete. In una situazione di scarsità di risorse e di presenza di nuovi percorsi di screening, è importante poter generare delle evidenze scientifiche che possano supportare la strutturazione di nuove soluzioni che semplifichino il percorso a livello organizzativo, aumentando l’accessibilità dei servizi per pazienti al tempo stesso complessi e fragili, dunque da salvaguardare sotto un profilo sociale ed etico. Le motivazioni che hanno spinto a un’indagine all’interno di questo ambito sono legate all’opportunità di generare delle informazioni consolidate sia da un punto di vista scientifico sia da un punto di vista operativo, al fine di valutare l’effettivo valore della tecnologia per la struttura ospedaliera e per il paziente, contestualizzando i risultati all’interno della Azienda Ospedaliera di Modena, identificando vantaggi e benefici, che possano essere replicabili e trasversali in altri setting ospedalieri. Alla luce di quanto sopra esposto, l’obiettivo di questa analisi è stato quello di effettuare una valutazione comparativa valudel processo di screening destinato alla popolazione diabetica con complicanza oculare che viene supportato dalla nuova tecnologia (FORUM), in comparazione alla situazione AS IS (senza implementazione della tecnologia FORUM), delineando punti di forza e di valore, attraverso un approccio multidimensionale e multidisciplinare proprio dell’HTA, secondo la disamina delle dimensioni proprie del Core Model di EUnetHTA (EUnetHTA, 2016). Metodologia Per raggiungere gli obiettivi precedentemente dichiarati, è stata condotta una valutazione di Health Technology Assessment (HTA), andando a unire e sintetizzare aspetti di ricerca applicata, oltre a ricerca di evidenze empiriche, integrando metodi qualitativi propri della ricerca sociale, a metodi quantitativi. Nello specifico, sono stati valutati i potenziali impatti dell’introduzione della tecnologia FORUM, a livello non solo di efficacia clinica e di safety, ma anche di efficienza economica, definendo gli eventuali impatti organizzativi correlati alla struttura sanitaria, nonché quelli correlati all’accessibilità della tecnologia all’interno del sistema, garantendo così un impatto positivo per pazienti fragili e per i loro care giver, esaminando i seguenti aspetti derivanti dal Core Model di EUnetHTA (EUnetHTA, 2016): i) rilevanza generale della patologia; ii) rilevanza tecnica delle tecnologie; iii) sicurezza; iv) efficacia; v) impatto economico-finanziario; vi) impatto organizzativo; vii) impatto sociale ed etico; viii) impatto sull’equità, e ix) impatto legale. La disamina delle dimensioni sopra proposte è stata condotta avvalendosi di: 1) informazioni derivanti dall’analisi della letteratura, soprattutto in riferimento al parametro di sicurezza, in ottica comparativa, tra i due percorsi investigati; 2) informazioni di real-life, reperite all’interno dello specifico contesto ospedaliero di Modena, così da avere degli indicatori di confronto tra lo scenario che non prevede l’utilizzo del software innovativo e lo scenario che prevede, invece, l’utilizzo dello stesso (scenario AS IS versus scenario TO BE); 3) informazioni derivanti dalla somministrazione di uno specifico questionario, così da valutare la percezione dei professionisti coinvolti nell’utilizzo della tecnologia FORUM, in modo da comprendere, a livello qualitativo, il grado di miglioramento sotto un profilo di sicurezza, efficacia, equità, sociale e organizzativo. In riferimento a questo ultimo aspetto, si specifica come l’analisi abbia previsto il coinvolgimento di 5 professionisti (due infermieri, due medici e un ingegnere clinico), della realtà ospedaliera modenese. Come sopra brevemente illustrato, si segnala, come la valutazione multidimensionale relativa alla retinopatia diabetica, ha preso in considerazione i dati real-life derivanti dall’AUSL di Modena, con particolare riferimento ai distretti di Castelfranco e di Sassuolo. Risultati Rilevanza generale: definizione della popolazione target Al fine di definire la popolazione che potrebbe potenzialmente fruire della nuova tecnologia all’interno del contesto territoriale indagato, si è dapprima considerato il dato di prevalenza del diabete in Italia, pari al 5,3% e della retinopatia diabetica, pari al 34,1%, (Li et al., 2017). Il bacino potenziale di utenza calcolato è composto da 4.701 pazienti diabetici con complicanza oculare (Tabella 1), che potrebbero necessitare di una attività di screening per la valutazione della progressione di patologia, nonché per identificare l’insorgenza di complicanze tipiche della retinopatia diabetica, quali l’edema maculare diabetico. Focalizzando l’attenzione sul bacino reale di popolazione correlato al percorso in essere e al caso oggetto di valutazione, in termini di soggetti presi in carico dalle realtà coinvolte, si precisa come, nel corso dell’anno 2019, 526 soggetti di Castelfranco e 625 soggetti di Sassuolo hanno effettuato l’esame di screening, fruendo della disponibilità della tecnologia innovativa, nonché un numero di soggetti pari a 1.450 hanno effettuato l’analisi presso Modena, andando qui a rilevare come ampi possono essere i margini di ottimizzazione e di maggiore presa in carico, grazie anche a un adeguato supporto tecnologico, ai fini di una semplificazione del percorso. Rilevanza tecnica: i benefici di un PACS oftalmico La tecnologia oggetto di studio, come prima anticipato, è il sistema diagnostico integrato “Picture Archieving and Communication System”, ossia un software gestionale di immagini oftalmiche che rappresenta una soluzione scalabile e flessibile in grado di adattarsi a diversi contesti per quanto riguarda la procedura di screening. Prima dell’introduzione della tecnologia innovativa la procedura di screening (processo AS IS) veniva effettuata esclusivamente presso il polo ospedaliero di Modena necessariamente, in presenza di un medico. La refertazione, invece, avveniva in un momento successivo portando ogni giorno a una sfida nell’organizzare, archiviare e recuperare in modo efficace ed efficiente le immagini. Basandosi su questi concetti è stato quindi sviluppato, e ad oggi ancora si sta implementando, un modello definito hub & spoke che prevede l’installazione di un sistema diagnostico integrato FORUM per l’acquisizione dell’immagine in formato digitale tramite retinografo o fundus camera. La refertazione, invece, può essere svolta in loco oppure l’immagine può essere inviata tramite FORUM al medico di riferimento che si occuperà della refertazione da remoto in un secondo momento. Aspetti di sicurezza Al fine di valutare la dimensione di sicurezza dal punto di vista quantitativo (Tabella 2), si è fatto riferimento a uno studio che aveva come obiettivo quello di dimostrare come l’implementazione di un software gestionale impattasse positivamente sulla sicurezza del paziente, diminuendo l’occorrenza dell’errore (Pandit et al., 2015). L’introduzione in pratica clinica di un software gestionale si è rilevata molto performante in termini di riduzione non solo degli errori nell’immagine (2% vs 9%, p-value < 0,01), ma anche nella riduzione della produzione di record incorretti e non completi (16% vs 22%, p-value = 0,08) nonché di record non registrati (0% vs 19%, p-value < 0,01). L’implementazione di un software, quale DICOM (oggetto dell’evidenza scientifica reperita), ma trasversalmente imputabile anche al sistema diagnostico integrato FORUM, impatta in maniera positiva sia sulla tracciabilità del dato sia sul suo storage rendendolo maggiormente fruibile e riducendo di conseguenza gli errori di matrice umana, generando un beneficio complessivo per la popolazione. Inoltre, un’immagine errata può condizionare la refertazione della stessa; pertanto, un qualsiasi sistema in grado di ridurne la percentuale è preferibile, se si vuole aumentare la sicurezza per il paziente, riducendo di conseguenza l’occorrenza di errori di refertazione. La dimensione di sicurezza è stata inoltre indagata considerando le percezioni dei professionisti coinvolti, i quali hanno un fornito un punteggio variabile da un minimo di -3 a un massimo di +3, rispetto agli item proposti all’interno della Tabella 3, così da comparare lo scenario AS IS e lo scenario TO BE. I professionisti hanno dichiarato come l’implementazione della tecnologia porti a un discreto miglioramento nella sicurezza della pratica clinica, con delle differenze statisticamente significative tra i due scenari (p-value = 0,004). I miglioramenti sono distribuiti su tutti e sei gli item, ma gli aspetti su cui la tecnologia ha un impatto maggiore sono la tracciabilità del dato e la gestione delle informazioni dei pazienti. Anche l’impatto sull’occorrenza degli errori di refertazione e sulle Linee Guida acquisisce una buona performance in caso di utilizzo dell’innovazione tecnologica. Aspetti di efficacia In un’attività di screening, la finalità ultima è quella di poter coprire il più possibile il bacino di popolazione, parametro rappresentativo dell’efficacia del programma stesso (Li et al., 2012). Si è dunque stabilito di partire, per la definizione del parametro quantitativo di efficacia della tecnologia, dall’informazione relativa alla percentuale di adesione territoriale al programma. Il software gestionale ha abilitato la possibilità di effettuare la procedura di screening per la retinopatia diabetica presso i due poli ambulatoriali; pertanto è ragionevole ipotizzare che gli incrementi di pazienti registrati siano riconducibili a quella parte di popolazione, residente a Castelfranco e Sassuolo, che non deve più necessariamente recarsi all’ospedale di Modena per l’effettuazione della procedura. I dati riportati in Tabella 4, fanno riferimento alla percentuale di copertura del territorio e definiscono i valori di efficacia pre e post implementazione della tecnologia. Così come condotto per la dimensione di sicurezza, per garantire la robustezza del dato quantitativo, anche la dimensione di efficacia è stata presidiata con il reperimento di percezioni qualitative, grazie all’ausilio di un questionario strutturato che andava a comparare la percezione reale o potenziale delle alternative segnalate in base all’esperienza operativa e pratica sviluppata all’interno di questo contesto (Tabella 5). Al contrario di quanto avvenuto nella dimensione precedente, esistono degli item di riferimento per i quali l’utilizzo della tecnologia o la situazione attuale non generano alcun impatto differenziale. Ciò vale soprattutto per le dimensioni quali gli esiti riferiti dai pazienti, la qualità dell’immagine e l’integrazione coi PACS, segno che l’introduzione tecnologica sia in grado di garantire un miglioramento di processo. Degno di nota è sottolineare la capacità della tecnologia innovativa, di visualizzare la progressione della retinopatia diabetica che, di fatto, è una delle feature principali del software gestionale e che viene riconosciuta come elemento distintivo (2,00 vs -0,3, p-value < 0,001). Impatto di equità I dati aziendali reperiti all’interno dello specifico contesto dell’Azienda Ospedaliera di Modena dimostrano come l’implementazione di FORUM abbia avuto un impatto positivo sulla dimensione di equità in quanto ha a tutti gli effetti aumentato i presidi sul territorio dove è possibile effettuare la procedura di screening, precedentemente limitati invece al solo ospedale di Modena: la Tabella 6 dimostra come il numero di pazienti trattati presso i due ambulatori sia significativamente aumentato. Il questionario di natura qualitativa, somministrato ai professionisti coinvolti nell’indagine, ha assolto al fine ultimo di analizzare l’impatto sull’accessibilità al Servizio Sanitario Regionale e al contesto locale di riferimento (Tabella 7). Dall’analisi delle percezioni dei professionisti, si riscontra come la tecnologia innovativa permetta un complessivo miglioramento nell’accessibilità alle cure, dimostrato dal valore finale acquisito (1,1 versus 0,0, p-value = 0,0018). Tale superiorità della tecnologia innovativa risiede soprattutto nella possibilità di prendere in carico, da un punto di vista territoriale, un numero maggiore di pazienti, con dei miglioramenti in termini di gestione logistica del paziente e di ottimizzazione complessiva del percorso clinico. L’impatto sociale L’implementazione di un software gestionale ha un grande impatto sui costi sociali sostenuti dagli stessi pazienti, anche in termini di mancata produttività (Tabella 8), soprattutto per quanto riguarda il distretto di Castelfranco. Questo aspetto è rilevante soprattutto alla luce del fatto che, nel triennio 2017-2019, alcuni pazienti di Castelfranco hanno potuto beneficiare della nuova tecnologia all’interno del proprio distretto di residenza, nello specifico all’interno della Casa della Salute di Bomporto, senza quindi la necessità di recarsi a Modena per l’esecuzione della procedura di screening. Di conseguenza si è registrata una diminuzione del -11,20% in termini di pazienti che non si sono più recati a Modena (maggiore accessibilità a livello territoriale, con riduzione degli spostamenti). È stato reso possibile così un decremento nel valore dei costi sociali, considerando la popolazione complessivamente intesa. Il decremento dei costi sociali, già al primo anno di implementazione della tecnologia innovativa, risulta essere pari al -6,20% (610,36 €) per il distretto di Castelfranco. Estendendo la portata dell’analisi a tutti i pazienti potenzialmente trattati a Castelfranco negli anni a venire, il risparmio potrà essere ancora più significativo e rilevante, andando quindi a strutturare dei possibili ulteriori vantaggi economici a livello delle famiglie e della cittadinanza. Questa analisi è stata effettuata prendendo in considerazione soltanto il distretto di Castelfranco, ma la dimensione dei vantaggi per la popolazione potrebbe essere facilmente estendibile a tutti gli altri distretti sanitari all’interno dei quali verrà implementata la tecnologia. Il medesimo vantaggio sociale non è stato considerato per il distretto di Sassuolo in quanto la popolazione già afferiva agli ambulatori di riferimento e alla clinica oculistica di rilievo per il territorio locale, senza recarsi a Modena per le prestazioni di ambito oculistico. Con l’estensione però dell’attività di screening per la valutazione della retinopatia diabetica, all’interno di altri Distretti, tali vantaggi ascrivibili alla riduzione di spostamenti, dunque di spese di trasporto ma anche in termini di mancata produttività, andranno sicuramente a estendersi maggiormente. Le percezioni degli esperti, sotto un profilo esclusivamente qualitativo (Tabella 9), riportano come la tecnologia innovativa risulti essere significativamente preferibile da un punto di vista sociale ed etico, rispetto alla tecnologia standard (0,6 vs 0,0). Si evincono dei miglioramenti importanti soprattutto in termini di abbattimento dei costi sociali sostenuti direttamente dal paziente per il soddisfacimento di tale bisogno di salute, nonché in termini di maggiore soddisfazione del paziente e qualità di vita del caregiver o dell’intero nucleo familiare. Impatto legale In linea generale, non vi sono problematiche di natura legale correlate all’introduzione del software gestionale oggetto di indagine. Per quanto riguarda il manuale d’uso, come dichiarato dai professionisti, risulta essere esaustivo e completo. L’unico aspetto che i professionisti ritengono debba essere implementato, è quello relativo alla non immediata accessibilità e fruibilità dello stesso, mancanza che viene percepita come deficitaria per l’utilizzo della tecnologia, ma che è un elemento che può essere facilmente corretto e/o migliorato, rendendolo disponibile e rintracciabile dall’utente, anche con il supporto del sito web del produttore, mediante un accesso facilitato o guidato. Come viene espresso all’interno del manuale d’uso, FORUM è un prodotto conforme ai requisiti della direttiva 93/42/CEE concernente i dispositivi medici. Il prodotto è inoltre contrassegnato con l’opportuna marchiatura CE. Impatto economico La Figura 1 riporta in forma schematica i due processi messi a confronto tra loro. Le parti evidenziate in blu rappresentano le fasi del processo che non sono cambiate dopo l’introduzione di FORUM, mentre in giallo sono evidenziante le fasi che hanno subito modifiche in seguito all’introduzione del software gestionale. La differenza sostanziale tra i due processi consiste nel fatto che, nel modello AS IS, tutta la procedura era svolta in un unico luogo cioè l’ospedale, mentre il modello TO BE abilita una serie di nuovi scenari in cui la procedura di screening non deve più essere necessariamente svolta solo in ospedale, ma potenzialmente può essere effettuata in qualsiasi luogo in cui sia presente un retinografo, un infermiere/medico e il software FORUM. Ulteriore differenza risiede nel fatto che anche gli infermieri sono abilitati allo svolgimento della procedura di screening che era prima competenza dei soli medici. Da un punto di vista economico (Tabella 10) sono state valorizzate le seguenti voci di costo, correlate alla procedura di screening: i) risorse umane; ii) costo delle apparecchiature e attrezzature; iii) costi generali. Analizzando nel dettaglio i risultati ottenuti, si comprende facilmente come le differenze tra i distretti di Sassuolo e Castelfranco siano esigue; la differenza, che giustifica poi la differenza di costo, deriva dal costo del retinografo che è minore a Sassuolo in quanto il bacino potenziale di utenza è maggiore rispetto a quello di Castelfranco, realizzando così delle economie di scala. Notevoli invece sono le differenze se si confrontano lo scenario AS IS e lo scenario TO BE: l’introduzione di un software gestionale è correlata a un significativo abbattimento dei costi generali di processo (€ 20,09 versus € 35,35). Tale scostamento viene giustificato dal fatto che esistono costi differenziali presenti nella procedura AS IS che vengono abbattuti in quella TO BE. Seguendo questa logica, la voce di costo più rilevante nella procedura AS IS è quella del medico che effettua lo screening che pesa per il 46% del costo dell’intera procedura. La procedura TO BE, servendosi del software gestionale, in questa fase, permette di eliminare la figura del medico che interviene nella sola fase di refertazione. Per decidere se adottare un nuovo intervento, o una nuova procedura, più in generale, una nuova tecnologia, è importante comprendere, nella logica della Value-based Healthcare, il rapporto di costi-efficacia comparativa tra le alternative oggetto di indagine, per acquisire quella che massimizza il rapporto tra input produttivi e outcome di salute per il paziente (AIES, 2009; Levaggi e Capri, 2003). Il parametro di efficacia considerato è la “Percentuale di Copertura sul territorio”. Anche il rapporto costo-efficacia testimonia come la soluzione TO BE garantisca un notevole risparmio in termini di risorse utilizzate (Tabella 11). La procedura TO BE infatti, non solo garantisce un valore maggiore di efficacia, ma anche un costo inferiore, dimostrato dal valore medio di costo-efficacia minore rispetto al comparator (CEV: 0,23 versus 0,48). Da un punto di vista generale, comparando lo scenario AS IS e lo scenario TO BE, e considerando i pazienti complessivamente presi in carico dalle strutture coinvolte, la procedura TO BE, abilitata dal modello hub & spoke, non solo porta a vantaggi sociali come precedentemente dimostrato, ma anche a ottimizzazione dell’impatto economico per la struttura erogante che decide di implementarla, ponendosi in una posizione “win-win”. A parità di pazienti trattati infatti il modello hub & spoke permette un risparmio economico di 12.329 € pari all’8,5%, su base annua, e considerando la popolazione potenzialmente presa in carico (N = 4.701). Da questo punto di vista, è facilmente intuibile come, già nel corso del primo anno, la struttura erogatrice di tali prestazioni sarebbe in grado di coprire in toto i costi organizzativi correlati all’introduzione della nuova tecnologia (cfr “Impatto organizzativo”, relativamente alla sezione successiva), divenendo una soluzione vantaggiosa e addirittura che genera dei benefici economici, a partire dal secondo anno, riuscendo così non solo a coprire i costi legati all’investimento tecnologico e organizzativo, ma abbattendo anche tutti gli altri costi necessari per l’istituzione del programma di screening, con il completo ammortamento del PACS oftalmico. Impatto organizzativo I vantaggi emersi dalla disamina dell’impatto economico non possono essere relegati semplicemente a tale sfera, ma hanno un riflesso considerevole anche sull’organizzazione, soprattutto nell’ottica di inserimento della nuova tecnologia. Infatti, considerando che grazie a FORUM il medico non è più necessario durante la procedura di screening e che questa ha una durata di 15 min, si ottiene un risparmio di tempo medico pari a 1.995 minuti, ossia 33,25 ore di attività lavorativa che possono essere dedicate a erogare prestazioni differenziali. Inoltre, dato il costo medico di 1,1 €/minuto, si ottiene un risparmio di 2.194,50 €. Inoltre, sempre da un punto di vista quantitativo, per una corretta implementazione della tecnologia nella pratica clinica è necessario l’introduzione di una figura infermieristica aggiuntiva per presidio, la quale necessiterà di un periodo di formazione che prevede 5h di corso per l’utilizzo della tecnologia più un periodo di affiancamento di qualche mese, circa 60 giorni per un totale di 60h complessive. Inoltre, sono tutti concordi nel dichiarare che l’implementazione della tecnologia non richiede spazi o arredi aggiuntivi né l’introduzione di eventuali macchinari, software o dispositivi informatici specifici. Complessivamente quindi se si desidera formare un’Unità Operativa composta da 10 infermieri (così da permettere una turnazione e una migliore copertura del servizio), all’utilizzo del sistema diagnostico integrato FORUM, il costo lordo complessivo per il periodo di formazione stimato è di 13.680 €. Infine, da un punto di vista qualitativo, gli esperti sono concordi nel dichiarare la necessità di strutturare degli investimenti per il futuro, relativi soprattutto alla formazione del personale, alla relativa curva di apprendimento e all’aggiornamento dei macchinari coinvolti nel processo. La tecnologia innovativa, già dai primi mesi dall’implementazione, sarebbe in grado di migliorare il PDT/PDTA dei pazienti, ottimizzando sia i tempi di contatto sia l’intero percorso ospedaliero, nonché standardizzando il flusso di lavoro. Conclusioni La retinopatia diabetica rappresenta una patologia che metterà a dura prova i SSN da qui ai prossimi anni, considerando che i numeri di prevalenza del diabete e della retinopatia diabetica, a oggi rispettivamente del 5,3% e del 34,1%, sono in aumento (Cheloni et al, 2019). Pertanto, un’attività sistematica di screening volta all’individuazione e alla cura della patologia, prima che questa raggiunga la sua fase critica, rappresenta una strategia efficace per garantire la salute del paziente ed efficiente per la “sostenibilità economica del sistema sanitario” (James et al., 2000; Chasan et al., 2014; Khan et al., 2013; Papavasileiou et al., 2014). È questo il contesto in cui sono stati pensati e realizzati FORUM, o più in generale i software di gestione delle immagini oftalmiche, strumenti che si pongono come obiettivo quello di migliorare il workflow del processo in cui vengono inseriti. La tecnologia migliora costantemente la vita di tutti i giorni e lo stesso avviene anche nel contesto sanitario, dove l’innovazione viene continuamente aggiornata e migliorata, al fine di poter incrementare le prestazioni per processi già esistenti, o per crearne di nuovi. Nel caso di FORUM, il processo in cui è stato implementato, quello dello screening, poteva essere svolto anche senza la tecnologia, ma con livelli di performance minori come testimoniato dall’attività di HTA svolta. Nello specifico, la tecnologia abilita un nuovo scenario, non possibile prima, in cui la procedura non viene più accentrata presso il solo ospedale di Modena, ma viene distribuita sul territorio, nello specifico presso Sassuolo e Castelfranco, attivando un modello organizzativo hub & spoke, dove la presenza del medico, presso i due presidi, per l’acquisizione dell’immagine, non è più necessaria, con una riduzione quindi del personale. I punti di forza di questa alternativa tecnologica si sostanziano soprattutto in riferimento alle dimensioni di impatto economico, sicurezza, efficacia, nonché assumendo il punto di vista del paziente (in termini di accessibilità alle cure e impatto sociale). Quindi in linea generale, l’utilizzo di un software quale FORUM, permetterebbe una riduzione delle tempistiche di presa in carico del paziente, impattando positivamente su tutto il processo e consentendo una standardizzazione e una gestione integrata del paziente, nonché un’ottimizzazione di tutto il percorso. Bibliografia • AIES, A.I.D.E.S. (2009). Proposte di linee guida per la valutazione economica degli interventi sanitari. Pharmacoeconomics Italian Research Articles, 11, 89-93. • Chasan Je et al., Effect of a teleretinal screening program on eye care use and resources. JAMA Ophthalmol. 2014 Sep; 132(9): 1045-51. • EUNetHTA, The HTA Core Model, Version 3.0., April 2016. Available online at: http://eunethta.eu/sites/5026. fedimbo.belgium.be/files/HTACoreModel3.0.pdf • James et al. Cost effectiveness analysis of screening for sight threatening diabetic eye disease. BMJ. 2000 Jun 17; 320(7250): 1627-31. • Khan T et al., Preventing diabetes blindness: Cost effectiveness of a screening programme using digital non-mydriatic fundus photography for diabetic retinopathy in a primary health care setting in South Africa”. Diabetes Res Clin Pract. 2013 Aug; 101(2): 170-6. • Levaggi, R., & Capri, S. (2003). Economia sanitaria. F. Angeli. • Li et al., Retinal Diseases in Europe, Euretina, 2017 • Li Z. et al., “Telemedicine-based digital retinal imaging vs standard ophthalmologic evaluation for the assessment of diabetic retinopathy”, Conn Med. 2012 Feb; 76(2): 85-90. • Mayer, W. J., Kortuem, K., Marcus Kernt, M.D., Kampik, A., & Kook, D. (2013) Picture archiving and Communication Systems in ophthalmology. • Pandit, R. R., & Boland, M.V. (2015). Impact of digital imaging and communications in medicine workflow on the integration of patient demographics and ophthalmic test data. 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