Adaptive radiotherapy: la sfida della terapia “su misura”

Adaptive radiotherapy: la sfida della terapia “su misura”

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La “conditio sine qua non” del trattamento radiante è quella di erogare una dose terapeutica in maniera altamente accurata, precisa e conformata al target risparmiando i tessuti sani limitrofi. L’evoluzione della radioterapia si basa sullo sviluppo tecnologico di diverse branche embricate tra loro, in particolare quella dell’informatica e dell’imaging radiologico, possono aumentare la precisione del trattamento per ottenere una maggiore efficacia e parimenti una riduzione della tossicità. Proprio il concetto di adaptive radiotherapy nasce dall’esigenza di implementare gli outcomes oncologici e la qualità della vita sfruttando le potenzialità offerte dal progresso tecnologico. La pianificazione della radioterapia, la definizione del bersaglio, degli organi a rischio e la valutazione della dose vengono progettate su una singola scansione TC (tomografia computerizzata) eseguita durante la cosiddetta simulazione.

Questo equivale a voler “congelare” l’anatomia in una conformazione statica, acquisita in una determinata fase, sulla quale si baserà poi tutta la terapia. Da questa concezione ne deriva un errore sistematico che può essere superato da verifiche della posizione e dell’anatomia tramite quello che viene definito come Radioterapia guidata dalle immagini (Image Guided Radiotherapy – IGRT), ovvero il processo di acquisizione delle immagini subito prima della seduta di terapia. Qualora le immagini acquisite risultino essere anatomicamente sovrap-ponibili (o quasi) alla TC di simulazione si procede al solo riposizionamento del paziente senza modifiche del piano di trattamento.

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Sara Chierchini
  • Sara Chierchini