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Il consenso informato rappresenta da diversi anni un argomento rilevante e molto dibattuto; è il momento importante di coinvolgimento e partecipazione del paziente nel processo di cura e su di esso si basa il requisito di liceità dell’attività medica. Tale concetto trova sempre più riscontro nel termine anglosassone ‘Patient Empowerment’, riferito a tutti quei meccanismi e strategie organizzative che hanno l’obiettivo di aumentare il coinvolgimento del paziente nella cura della propria salute. Anziché essere un oggetto neutrale e passivo delle procedure mediche, il paziente diventa un soggetto attivo che facilita il lavoro del personale medico. È ormai principio consolidato che nessuna persona cosciente e capace può essere sottoposta ad un qualsiasi trattamento sanitario contro o senza la sua volontà. Ogni singolo trattamento diagnostico, ogni singola terapia o intervento medico non può essere effettuato se non con il valido consenso dell’avente diritto, che sia stato compiutamente e idoneamente informato in ordine al trattamento cui sarà sottoposto e ai rischi che da tale trattamento possono derivare. Appare quindi chiaro che l’informazione data al paziente costituisce parte integrante della prestazione medica che diviene essa stessa una prestazione sanitaria, al pari dell’accertamento diagnostico e dell’intervento terapeutico. Ecco quindi che per essere un consenso veramente ‘informato’, la leggibilità del testo dell’informativa legata al consenso rappresenta requisito imprescindibile. In questo lavoro descriviamo……

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Andrea Ghedi
  • Andrea Ghedi