Covid-19, come l’IA può venirci in aiuto

Covid-19, come l’IA può venirci in aiuto

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La pandemia da SARS-CoV-2, nota come Covid-19, sta cambiando l’approccio diagnostico e assistenziale al paziente. Anche da un punto di vista strutturale, richiedendo come è avvenuto per molti nosocomi sul territorio la riconversione da ospedali generali in strutture quasi o ad esclusivo uso di pazienti Covid. O, in alcuni casi, all’edificazione di Unità e dipartimenti appositamente dedicati, equipaggiati con tecnologie all’avanguardia, dalla diagnosi al trattamento. Come è accaduto all’Istituto Humanitas di Rozzano che in un tempo brevissimo, circa 6 mesi, ha edificato e messo in attività l’Emergency Hospital 19, provvisto e equipaggiato di tutte le modalità e misure per far fronte a qualunque evenienza emergenziale o routinaria di malattie a carattere infettivo, non limitatamente a Covid-19 dunque. La struttura dedicata consente così di garantire tutela e sicurezza a pazienti ‘normali’, affetti da altre problematiche diverse dal virus, che accedono all’Ospedale principale ad esempio per problematiche oncologiche o cardiologiche. Una decisione quella di edificare un Centro a parte, non esclusivamente mossa o dettata dalla pandemia in atto, o dai numeri sostanziali che hanno investito la Lombardia e l’intero territorio, ma da una visione lungimirante: è stimato infatti che le (pand)-epidemie, non riguarderanno più solo e soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma saranno una potenzialità eventuale e ricorrente anche nei paesi industrializzati, Europa e Italia comprese. Dalla sua attivazione a oggi, l’Emergency Hospital ha accolto e trattato più di 2 mila pazienti interessati da sospetta o confermata infezione da Covid-19.

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Francesca Morelli
  • Francesca Morelli