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Fra le belle storie sportive segnalate dai media internazionali, ci piace quella di Katharina Bauer, ventottenne campionessa tedesca di salto con l’asta cui, poco più di un anno fa, è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo (S-ICD). Sin dall’infanzia Katharina registrava 6-7.000 battiti cardiaci al giorno, arrivati fino a 18.000 con l’aumentare dell’età, generando una situazione cardiaca estremamente problematica e rischiosa. Per questo, nell’aprile 2018, a questa atleta è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo S-ICD per il controllo del ritmo cardiaco. Ripercorrendo la propria storia prima dell’intervento, Katharina ricorda come per molto tempo sia riuscita a gestire una situazione cardiaca che oscillava fra 3.000 e 15.000 battiti al giorno.

“Salto con l’asta e ho un defibrillatore sottocutaneo”. Questa è la storia di Katharina Bauer, la prima campionessa di salto con l’asta che punta ai Giochi Olimpici 2020 con un defibrillatore sottocutaneo. Ricostruiamo la sua storia clinica per riflettere su quanto la ricerca tecnologica possa consentire oggi di andare ben oltre i limiti conosciuti

Nella stagione 2018 indoor l’arrivo di uno straordinario risultato sportivo: la vittoria al Campionato tedesco indoor, una performance che le ha anche consentito di trasferirsi in Sud Africa per gli allenamenti, in considerazione del clima migliore. In previsione della trasferta sudafricana, era stato concordato con il team medico di effettuare un ECG ( elettrocardiogramma ) per tre giorni consecutivi ed è proprio da questi controlli che è emerso in modo nettissimo il problema, non solo perché il numero di battiti cardiaci era ancora molto elevato ma, soprattutto, perché veniva rilevato il segnale di un battito cardiaco con una ‘tipologia’ mai riscontrata prima.

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La Redazione
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