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Gli attacchi informatici sono ormai un rischio importante, in aumento per quantità e gravità di impatto. L’ambito sanitario ne è sempre più interessato, perché il settore healthcare è così vulnerabile? È la presenza di dati sensibili che rende appetibile il settore. Tutti noi ci preoccupiamo dei nostri dati sanitari e anche i gruppi criminali hanno consapevolezza che il mondo sanitario è un obiettivo sensibile e una miniera per poter fare grandi guadagni. Spesso le infrastrutture sono frammentate ed è più semplice per gli attaccanti entrare. Molto spesso inoltre i sistemi connessi all’infrastruttura sono datati con vulnerabilità sfruttabili per portare a termine l’intrusione. Secondo la sua esperienza, la pandemia da Coronavirus ha impattato sulla quantità e qualità delle violazioni in campo medico? Sì, c’è è stato un aumento numerico proprio perché il settore dell’Health Care è diventato ancora più centrale e in vista. La pandemia ha avuto un’incidenza nel breve termine e le strutture non sempre sono riuscite a implementarsi adeguatamente o ad aggiornare i loro sistemi. Le tecniche sfruttate sono sempre più evolute in termini di malware (tecnologicamente) anche se spesso l’approccio è quello di sfruttare la vulnerabilità umana con mail di phishing dedicate o meno.

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Fabio Buccigrossi
  • Fabio Buccigrossi