ECOGRAFIA E MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI: VANTAGGI PER PAZIENTI E STRUTTURE SANITARIE

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L’‘ecografia delle anse intestinali è una metodica che sta assumendo sempre più importanza nella gestione dei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali. La diffusione di questo esame diagnostico è in costante aumento sia in Italia, sia nel mondo.  É quanto emerge dalla conferenza stampa, promossa dall’Italian Group For The Study Of Inflammatory Bowel Disease (IG-IBD), oggi all’Auditorium del Duomo di Firenze. L’evento precede l’inizio del corso teorico-pratico (20-21 settembre) che la Società scientifica ha organizzato, in collaborazione con la Società Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologia (SIUMB), in cui i relatori, provenienti da tutta Italia, forniranno le basi teoriche e pratiche per l’interpretazione delle immagini e del referto ecografico a 60 partecipanti, gastroenterologi e radiologi under 35, selezionati con un bando nazionale.

“In questo momento in Italia si contano molti ecografisti, ma pochi ancora riescono ad effettuare una ecografia delle anse intestinali in maniera ottimale. É fondamentale quindi formare su questa metodica una generazione di giovani specialisti che si occupano di malattie infiammatorie croniche intestinali, dal momento che l’esame offre diversi vantaggi rispetto alla risonanza magnetica o in alcuni casi rispetto alla colonscopia, in termini di costi e di tollerabilità per il paziente”, spiega il professor Flavio A. Caprioli, Segretario Generale dell’IG-IBD e gastroenterologo presso la Fondazione IRCSS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. “Per ora sono soprattutto i centri di riferimento delle malattie infiammatorie croniche intestinali ad eseguire questo tipo di ecografia. Nei nuovi programmi ministeriali delle scuole di specializzazione di gastroenterologia e radiologia è stato inserito anche come obiettivo formativo l’apprendimento dell’ecografia, ma servirebbe una cultura maggiore sull’utilizzo della metodica anche fra gli specialisti per aumentarne la diffusione e di conseguenza ridurre i tempi delle liste d’attesa e i costi complessivi legati alla gestione dei pazienti. Anche il Servizio Sanitario Nazionale ne gioverebbe”. 

Nata nella seconda metà del secolo scorso e utilizzata inizialmente soprattutto in Italia, negli ultimi anni l’ecografia intestinale è stata riconosciuta anche a livello internazionale come strumento necessario nell’ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali. La sua diffusione capillare potrebbe migliorare in modo significativo la gestione e il trattamento dei pazienti. 

“L’ecografia intestinale può ridurre il ritardo nella diagnosi delle malattie infiammatorie croniche intestinali ed è utile sia per il controllo della risposta alle terapie sia per la diagnosi delle possibili complicanze di queste patologie” ricorda la dottoressa Cristina Bezzio, gastroenterologa presso l’Ospedale di Rho (MI) afferente all’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Rhodense. “L’ecografia intestinale non è un esame invasivo, non richiede una preparazione intestinale e, in mani esperte, si esegue in pochi minuti. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che nella maggior parte dei casi non richiede l’impiego di mezzo di contrasto endovenoso, ha un costo limitato sia per il Servizio Sanitario Nazionale sia per il paziente, essendo una metodica completamente esente per chi ha una diagnosi di malattia di Crohn o di Colite Ulcerosa.  “Per tutte queste ragioni – conclude Bezzio – l’esame è gradito e ben tollerato dai pazienti. La frequenza di esecuzione di questa metodica è variabile da paziente a paziente e dipende sostanzialmente dalle caratteristiche della malattia e dalla storia clinica del singolo paziente”. 

Per la Siumb, bisogna spingere sulla formazione in Italia: “il corso è importante perché è ancora poco diffusa. La buona risposta da parte dei partecipanti significa che era una esigenza sentita. Tutte le metodiche strumentali come ecografie e risonanze magnetica pretendono una conoscenza approfondita delle malattie infiammatorie intestinali oltre alla padronanza degli strumenti. Occorrerebbe inserire un corso di ecografia già nel ciclo di studi universitari della facoltà di medicina”, affermail prof. Fabrizio Calliada, già Segretario Generale della Società Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologia (SIUMB) e radiologo presso la Fondazione Mondino – Istituto Neurologico nazionale IRCCS. “Dal prossimo ottobre, l’Università del Molise inserirà nel corso di laurea un insegnamento di ecografia. Inoltre la Siumb insieme allo stesso ateneo ha in programma di indire un master di II livello in ecografia che comprenderà anche una sezione dedicata alla ecografia intestinale”.Le malattie infiammatorie croniche intestinali in Italia (MICI) Si stima che abbiano un’incidenza intorno ai 10-15 nuovi casi su 100mila abitanti l’anno, con una prevalenza di circa 302 pazienti ogni 100mila abitanti. Considerata la sottostima del dato, in Italia i pazienti affetti da queste patologie sarebbero 250 mila. L’incidenza e la prevalenza di queste patologie in Italia e nel mondo occidentale è in costante aumento. L’esordio delle malattie può avvenire a qualsiasi età ma si registra il picco di prevalenza nella fascia 20 e 30 anni. 

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