Estrazione di cataratta
e gestione del glaucoma:
uno studio di HTA

Estrazione di cataratta
e gestione del glaucoma:
uno studio di HTA

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Introduzione

Le patologie oculari e i disturbi visivi sono notevolmente in aumento rispetto agli anni passati, a causa del continuo e progressivo invecchiamento della popolazione (Friedman et al., 2002; Lee et al., 2004; Verges et al., 2005; Bilgin et al., 2014): tra le patologie a maggiore prevalenza si annoverano cataratta e glaucoma. Da un punto di vista epidemiologico, la letteratura dichiara che circa il 20% dei soggetti affetti da cataratta, soffrono anche di glaucoma (Tseng et al., 2012). Nella pratica clinica, è possibile effettuare l’intervento di estrazione della cataratta combinato con la chirurgia del glaucoma (Marchini et al., 2017), qualora la terapia farmacologica per la riduzione della pressione intraoculare non risulti efficace. Sussiste però un ampio dibattito circa la possibilità di combinare gli interventi chirurgici nella medesima seduta operatoria (intervento combinato) o in tempi differiti, nonché in riferimento al tipo di intervento chirurgico da effettuare per la cura del glaucoma. A tale proposito, negli ultimi anni, la tecnologia medica si è evoluta, dapprima nella chirurgia del glaucoma con l’utilizzo di dispositivi medici del tipo Ex-press mini shunt e, successivamente, con l’innovazione tecnologica rappresentata dall’inserimento dell’impianto XEN Glaucoma gel implant, che si sono affiancate alla tradizionale trabeculectomia ab externo tecnica “gold standard” e alla sclerectomia profonda. Le quattro tecniche chirurgiche sono state e sono attualmente tutte utilizzate nella pratica clinica ai fini dell’esecuzione dell’intervento combinato e la loro efficacia è già stata ampiamente dimostrata in letteratura (Song et al., 2016; Tham et al., 2008; Rekas et al., 2015; Kanner et al., 2009; Huerva et. al, 2016; De Gregorio et al., 2017; Pérez-Torregrosa et al., 2016). In considerazione della situazione epidemiologica e dell’aumento del bacino potenzialmente interessato a tali prestazioni, si rileva come sia importante poter fornire al sistema delle informazioni complete e comparative delle alternative tecnologiche disponibili. Entra in gioco il concetto di Evidence-based practice, secondo cui le evidenze di efficacia e di sicurezza sono coadiuvate anche da dati provenienti dalla pratica clinica, nonché da informazioni circa il punto di vista del paziente, quale attore che non deve essere dimenticato, soprattutto alla luce del fatto che solitamente alcune categorie tecnologiche, come i medical device, potrebbero presentare un ridotto numero di evidenze scientifiche al momento della loro introduzione sul mercato, se comparate con quanto accade nel mondo del farmaco.

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Lucrezia Ferrario
  • Lucrezia Ferrario