Fusion imaging nel trattamento dei tumori del fegato

Fusion imaging nel trattamento dei tumori del fegato

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Il trattamento mini-invasivo dei tumori del fegato, primitivi o secondari (metastasi da neoplasie originate in altri organi), rappresenta un settore medico di grande interesse e in rapida espansione. L’obiettivo che gli esperti del settore si propongono è quello di rendere i trattamenti sempre meno invasivi, riducendo parallelamente i tempi necessari all’intervento e al controllo post-procedurale. Molteplici aspetti clinici determinano la scelta del trattamento, in particolare l’estensione e la localizzazione delle lesioni all’interno dell’organo bersaglio, unitamente alle co-morbilità del paziente. Il paziente può essere quindi indirizzato verso l’intervento chirurgico di resezione epatica, oppure verso trattamenti di mini-invasività, come la termoablazione sotto guida ecografica, che ha lo scopo mediante il calore (in altri termini “bruciare”) di eliminare selettivamente il tessuto tumorale mediante strumenti dedicati, tra cui ricordiamo aghi a microonde o a radiofrequenze (particolari forme di energia elettrica che generano calore oltre i 90°).

Queste procedure mini-invasive, che consentono di ridurre il ricorso a interventi chirurgici classici, richiedono un’accurata valutazione pre-operatoria, basata su ecografia, Tomografia Computerizzata (TC), Risonanza Magnetica (RM), e in alcuni casi metodiche specifiche di Medicina Nucleare, come la Tomografia ad Emissione di Positroni (PET). Attualmente, nei centri più avanzati e dotati di tecnologie di ultima generazione, le procedure di termoablazione vengono eseguite con l’aiuto della “fusione di immagini multimodali”, fusion imaging. La fusion imaging è un settore medico in rapida evoluzione, costituito da un insieme di tecnologie (piattaforme per fusione di immagini multi-modali), che consentono di unire i vantaggi della guida ecografica “in tempo reale” (real-time) con la visione anatomica panoramica della TC e della RM. L’ecografia, basata sulla propagazione nei tessuti di un fascio di ultrasuoni generato in superficie, consente di esaminare una piccola sezione corporea, limitata dalle dimensioni della sonda utilizzata. Il grande vantaggio di questa tecnica a fini interventistici è la sua “risoluzione temporale”, poiché le immagini ecografiche sono prodotte, elaborate e aggiornate sul monitor con frequenza elevatissima, sostanzialmente in tempo reale (metodica real-time).

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Francesco Paparo
  • Francesco Paparo