Il ruolo dell’integrazione tecnologica nello screening del paziente diabetico: un’indagine di HTA

Il ruolo dell’integrazione tecnologica nello screening del paziente diabetico: un’indagine di HTA

.

Nelle patologie croniche e degenerative, quali il diabete, la possibilità di attivare dei percorsi di screening mirati, utili per la gestione e diagnosi il più precoce possibile, delle complicanze della patologia principale, quali quelle di natura oculare, può fornire un supporto concreto per rendere meno complesso l’iter di un paziente di così sfaccettata e difficile gestione. Ciò assolve a un’importante finalità clinica e di efficacia, ma presenta anche un risvolto di ottimizzazione di processo, riducendo il burden economico e sociale, sia per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sia assumendo il punto di vista del paziente che ne è affetto. La garanzia di attivare uno strutturato percorso di screening consente la presa in carico protetta del paziente, governata da professionisti, che, in caso di necessità, potrebbero repentinamente effettuare diagnosi di aggravamento delle condizioni e attivare l’inizio del trattamento terapeutico. Il supporto di tecnologie abilitanti può, in questo contesto, facilitare anche le attività del personale sanitario, andando a ottimizzare l’impiego di risorse umane, e semplificando il percorso paziente, avvicinandosi altresì alle necessità operative e alla quotidianità dei malati cronici e dei loro care giver. Proprio all’interno di questo contesto, l’innovazione tecnologica, che spesso risulta essere di particolare utilità, gioca un ruolo chiave, con la proposta di soluzioni sempre più all’avanguardia e abilitanti. Tra queste, degna di nota è l’implementazione di sistemi diagnostici integrati di “picture achieving and communication system – PACS”, quale è il sistema FORUM – che permettano di tracciare e visualizzare “on time” le immagini diagnostiche fornite da tutta la strumentazione diagnostica in ambito oculistico (fundus camera, perimetri, lampade a fessura con modulo imaging, biometri), che può essere effettuato da personale sanitario, anche non medico, ma adeguatamente formato, così da consentire un efficientamento dell’intero percorso di refertazione delle immagini prodotte. Numerosi possono essere i vantaggi correlati all’introduzione di un sistema integrato di acquisizione e refertazione delle immagini in ambito oftalmologico (Mayer et al., 2013; Pandit et al., 2015), con particolare riguardo al monitoraggio delle complicanze oculari legate al diabete. In una situazione di scarsità di risorse e di presenza di nuovi percorsi di screening, è importante poter generare delle evidenze scientifiche che possano supportare la strutturazione di nuove soluzioni che semplifichino il percorso a livello organizzativo, aumentando l’accessibilità dei servizi per pazienti al tempo stesso complessi e fragili, dunque da salvaguardare sotto un profilo sociale ed etico.

Confronta gli annunci

Confrontare
Massimiliano Musazzi
  • Massimiliano Musazzi