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E nel mondo della sanità, si risente parlare in maniera preponderante di Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA), ma forse non si è mai smesso. La verità è che tanto si è detto e altrettanto si è messo in atto allo scopo di contrastare le ICA a partire dall’igiene delle mani. Come sappiamo bene, le mani degli operatori sanitari sono il primo veicolo di diffusione delle infezioni. Statisticamente, l’igiene delle mani, se opportunamente eseguita, rappresenta il primo momento della prevenzione. La flora transitoria presente sulla cute è sicuramente l’origine di infezioni crociate. Inoltre, come personale addetto all’assistenza, gli infermieri e il personale di supporto, hanno il preciso compito di svolgere attività di formazione ed educazione sanitaria, sia rivolta al paziente ma ancor più ai numerosi visitatori che frequentano le unità operative e, quindi, i luoghi di degenza, ma anche ambulatori e servizi.

Il processo di sterilizzazione è un’operazione delicata e fondamentale per il contrasto delle ICA (Infezioni Correlate all’Assistenza). In questo approfondimento seguiamo il dott. Inglese, presidente AIOS, in un’analisi della questione. La ricerca (e la tecnologia) in questo campo sono, apprenderemo, in continuo fermento. Entriamo nel merito

Un’informazione corretta, fatta a tappeto, favorirebbe certamente un significativo ridimensionamento della diffusione delle ICA. Tant’è che da qualche anno, proprio l’OMS il 5 maggio ha istituito una giornata dedicata all’igiene delle mani. In realtà, la ricerca è in continuo fermento per individuare i migliori sistemi di disinfezione e sanificazione degli ambienti sanitari a partire da ambulatori, unità di degenza e ancor più aree critiche, perché anche l’ambiente gioca un ruolo fondamentale su piano del propagarsi delle infezioni.

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Agostino Inglese
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