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La complessità intrinseca che caratterizza tutte le procedure chirurgiche, anche quelle più semplici, crea un impatto sul livello di sicurezza in sala operatoria. Dal rischio chirurgico, infettivologico e anestesiologico ai rischi più generali legati a impianti elettrici, sistemi wireless ed elettronici, sono numerosi i fattori di rischio da tenere sotto controllo per la sicurezza del paziente e dell’équipe sanitaria. L’elevato numero di persone e di professionalità coinvolte, le condizioni acute del paziente, la quantità di informazioni richieste, l’urgenza con cui talvolta i processi devono essere eseguiti,

Per migliorare la sicurezza in ogni fase del percorso ospedaliero occorre puntare su soluzioni innovative e su un approccio a forte vocazione multidisciplinare. Questo il punto di vista del dott. Fabrizio Fattorini, anestesista e ricercatore universitario dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Seguiamolo nel suo ragionamento

l’alto livello tecnologico, la molteplicità di punti critici del processo sono alcuni dei fattori che creano rischi e sono potenziali fonti di danno per pazienti e infortunio per gli operatori sanitari. Particolare rilevanza assumono, poi, i processi di comunicazione dell’équipe operatoria, nella quale il chirurgo, l’anestesista e l’infermiere non lavorano isolatamente l’uno dall’altro e occorre assicurare collaborazione tra le diverse professionalità, condizione di enorme importanza per prevenire incidenti peri-operatori e per la buona riuscita dell’intervento. “La sicurezza nell’ambiente ospedaliero è uno dei cardini su cui impostiamo il nostro lavoro di innovazione”, commenta Paolo Suzzani, AD di B. Braun Milano Spa, che da oltre 180 anni opera per portare soluzioni e prodotti innovativi in sanità a livello mondiale.

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Fabrizio Fattorini
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