La consulenza tecnica nei
giudizi di responsabilità sanitaria

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giudizi di responsabilità sanitaria

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L’attività sanitaria è rivolta alla tutela della salute umana (diritto costituzionale, tutelato in particolare dall’art. 32) ed è espletata nei confronti della persona malata che, in quanto tale, è un soggetto debole. Nell’adempimento della prestazione sanitaria, il professionista è tenuto a una diligenza che non è solo del buon padre di famiglia, ma deve rispettare tutte le regole e gli accorgimenti che nel loro insieme costituiscono la conoscenza della professione sanitaria, quale debitore qualificato art. 1176 comma 2 c.p.c. Di conseguenza, per il nostro ordinamento, gli inadempimenti e le offese a quel diritto sono decisamente più gravi di quelle in cui può incorrere un altro professionista, in altra disciplina che, pur cagionando un evento dal quale deriva un risarcimento, non provoca danni per la salute. Nel considerare la Responsabilità sanitaria non possiamo trascurare, così come accade per gli altri professionisti, che la medicina non è una scienza esatta, che discende da un patrimonio di conoscenze elaborato e continuamente aggiornato dalla comunità scientifica, sulla base del quale è possibile valutare l’operato dei professionisti. Infatti, per i professionisti dell’ambito sanitario, non si rinvengono obblighi comportamentali rigidi e distinti a cui attenersi in ogni fase della propria attività. I protocolli e le linee guida, pur rappresentando importanti riferimenti, non costituiscono parametri insuperabili, come può avvenire per altre professioni (Cassazione 30998/2018). Mentre è principio consolidato quello in forza del quale ciascun componente…

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Antonio Di Lascio
  • Antonio Di Lascio