La formazione delle professioni non-mediche

La formazione delle professioni non-mediche

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È un grido di allarme quello lanciato dagli specializzandi di Fisica Medica, Biologia e Biotecnologia e Farmacia Ospedaliera che recentemente hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi per ricordare quanto sia fondamentale investire nella formazione delle specializzazioni non-mediche. Questa accorata richiesta nasce con l’intento di scongiurare il rischio che spariscano professioni importanti come quella dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi. È necessario, quindi, investire sulla formazione di queste figure per scongiurare domani la probabile carenza di anche solo una di queste professioni indispensabili per la Sanità del nostro Paese. Per approfondire la questione abbiamo intervistato il dott. Michele Stasi, presidente dell’Associazione Italiana di Fisica Medica. Presidente, lei ha recentemente sottoscritto un appello all’attenzione verso la formazione di professionalità “non-mediche”. Qual è il rischio che si intravvede?

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