L’applicazione dell’analisi del rischio a supporto dell’emergenza epidemiologica è il tema che la dottoressa Nunzia Scariati approfondisce per noi. Nella sua attenta analisi troveremo molti spunti di riflessione utili in senso estensivo e in particolare in questo momento di incertezza legato ai nuovi protocolli Covid. Entriamo nel merito.

Dinanzi all’emergenza epidemiologica COVID-19 il concetto di appropriatezza ritorna sugli “schermi” del management sanitario assumendo, in maniera inedita, la caratteristica emergenziale. Ormai, la storia del management è un fenomeno sociale a carattere multidisciplinare da applicare, in modo continuo e non saltuario, la cui gestione richiede performance adeguate. Inoltre, la disciplina del rischio si applica in diversi settori e la gestione degli errori fornisce una raccolta di riflessioni e raccomandazioni utili a tutti, quindi, il rischio clinico può essere applicato attraverso iniziative di Total Risk Management messe in atto dalle organizzazioni a livello aziendale, regionale, nazionale1. Nel riprendere la definizione come emergenza culturale il “rischio clinico” è la probabilità che un paziente sia vittima di un evento avverso, cioè subisca un qualsiasi “danno o disagio imputabile, anche se in modo involontario, alle cure mediche prestate durante il periodo di degenza, che causa un prolungamento del periodo di degenza, un peggioramento delle condizioni di salute o la morte” (Kohn, IOM 1999). Nello specifico, in ambito sanitario il Risk Management rappresenta l’insieme di molteplici azioni complesse per migliorare la qualità delle prestazioni e garantire la sicurezza delle cure. Pertanto, è importante implementare una serie di iniziative, con adeguati regolamenti e linee di indirizzo, a supporto degli operatori a vari livelli per garantire…

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Nunzia Scariati
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