L’approccio laparoscopico nella chirurgia d’urgenza

L’approccio laparoscopico nella chirurgia d’urgenza

.

La laparoscopia, nata nel 1987 per merito del chirurgo Mouret, consiste in un approccio chirurgico mininvasivo che riesce ad apportare notevoli vantaggi rispetto alla chirurgia open. In effetti, la “minima invasività” consente la riduzione dei tempi di recupero nel post-operatorio, la riduzione del dolore chirurgico e, di conseguenza, l’abbreviazione della degenza in ospedale. Oggigiorno, gli interventi laparoscopici sono estremamente frequenti e, talvolta, come nel caso della colecistectomia, sono considerati il “gold standard”. Più in generale, le indicazioni principali riguardano sindromi peritonitiche, sindrome occlusive e traumi addominali sia chiusi che aperti. Le più importanti controindicazioni sono costituite dall’età avanzata del paziente, dal suo stato generale notevolmente compromesso (politraumatismi, shock emorragico, shock settico) e dal sospetto di lesioni diaframmatiche. Alcune controindicazioni sono rappresentate dalle situazioni di urgenza, quali l’emorragia massiva ad eziologia sconosciuta, in cui la visione laparoscopica è notevolmente ostacolata e difficoltosa, costituendo di fatto una semplice e inutile perdita di tempo. Nel caso di occlusioni conclamate instauratesi da molte ore, la videolaparoscopia non è consigliata per i rischi legati sia all’introduzione dell’ago di Veress e dei trocars, sia alla manipolazione di anse notevolmente dilatate e, pertanto, più fragili.

Confronta gli annunci

Confrontare
Salvatore Errico
  • Salvatore Errico