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Il concetto di salute, è lo stato di benessere fisico, mentale e sociale, che non consiste solo in condizioni di assenza di malattia (definizione dell’OMS). Il termine pericolo, indica una proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore ad es. oggetti, attrezzature o materiali da lavoro, o anche metodi e pratiche di lavoro che hanno la potenzialità di causare danni. Per rischio, invece, si intende la probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o esposizione ad un determinato fattore o agente. Il rischio, dunque, non rappresenta di per sé l’evento dannoso, ma la possibilità che questo si verifichi. È importante, dunque, poter identificare i rischi presenti e che si potrebbero verificare, attraverso un processo di analisi e valutazione. Attualmente la gestione del rischio clinico viaggia sulle precise indicazioni della nuova legge n. 24 dell’8.3.2017, più nota come legge Gelli-Bianco. Il titolo della succitata legge, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie” lascia intuire che il legislatore ha inteso anteporre, nel regolare l’ambito della responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria, la disciplina della sicurezza delle cure e della persona assistita. È evidente, quindi, il cambio di approccio culturale alla questione della responsabilità sanitaria.

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Agostino Inglese
  • Agostino Inglese