L’informatica in medicina,
un bene o un male?

L’informatica in medicina,
un bene o un male?

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Robotica e intelligenza artificiale sono considerate tra le tecnologie emergenti destinate a trasformare il mondo in generale, e la sanità in particolare, nei prossimi anni. Basta leggere Pubmed per trovare un numero elevatissimo di articoli indicizzati (87.600) con la parola chiave ‘intelligenza artificiale’ e questa, in ambito sanitario, viene già utilizzata come supporto per le decisioni cliniche. Archivi digitali delle immagini radiografiche, linee guida, registri elettronici, materiale di ricerca, studi clinici. L’intelligenza artificiale pone anche potenziali conseguenze devastanti per la società in termini di tutela della sicurezza e della privacy. L’Unione Europea, non a caso ha emanato nuove linee guida sull’etica dell’intelligenza artificiale e sulla privacy. L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali nella Relazione sull’attività svolta nel 2018 ha affermato: ”Il 2018 è stato definito, l’anno peggiore relativamente alla sicurezza cibernetica, così costantemente esposta a minacce da configurare una sorta di cyberguerriglia permanente. In ambito sanitario, l’incremento ha toccato l’acme del 99% rispetto all’anno precedente, con effetti tanto più gravi che in altri settori perché l’alterazione dei dati sanitari può determinare errori diagnostici o terapeutici. La protezione dei dati è un fattore determinante di efficienza sanitaria, funzionale anche alla correttezza del processo analitico fondato su big data”.  

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Francesco Lucà
  • Francesco Lucà