Nanoparticelle intelligenti, ibride e multimodali contro il cancro

Nanoparticelle intelligenti, ibride e multimodali contro il cancro

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Il cancro, insieme alle malattie cardiovascolari, è una delle principali cause di mortalità nel mondo e ci si aspetta che la sua incidenza aumenti fino al 70% nelle prossime due decadi, passando da 14 milioni a 22 milioni di nuovi casi all’anno. C’è un fervente sviluppo di studi scientifici, da un lato per comprendere meglio le basi genetiche e molecolari di questa patologia, dall’altro per sviluppare nuove piattaforme teranostiche (ovvero terapeutiche e diagnostiche) basate su nuovi nanomateriali intelligenti. Attualmente sono state sviluppate diversi dispositivi nanomedicali, che sfruttano quindi l’utilizzo di materiali con dimensioni alla nanoscala e che presentano caratteristiche intelligenti, quali il rilascio controllato di molecole di farmaco, la capacità di targeting, ovvero di riconoscere e raggiungere le cellule malate per intervenire solo dove è necessario, e la biocompatibilità. Tuttavia vi sono ancora molte sfide da affrontare. In particolare l’immunogenicità di queste nanoparticelle, la loro stabilità in mezzi biologici, il rilascio incontrollato di farmaco e la cinetica del farmaco stesso sono ancora in fase di studio, rendendo queste nanomedicine ancora immature per una traslazione clinica.

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Valentina Cauda
  • Valentina Cauda