Ricostruzione mammaria pre-pettorale: diverse strade, un’unica meta

Ricostruzione mammaria pre-pettorale: diverse strade, un’unica meta

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Introduzione Come indicato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM, 2018), per tutte le fasce d’età il carcinoma mammario è la prima causa di morte oncologica per le donne, con una prevalenza pari a circa il 29% (ISTAT, 2018). Le cause che portano ad ammalarsi sono molteplici e raramente derivanti dalla genetica ereditaria. Lo stile di vita e fattori ambientali, diversamente da come siamo portati a pensare, non sono la causa diretta di una disfunzione neoplastica, ma possono influire sulle probabilità di aumento del rischio di formazioni tumorali. I dati AIOM nel registro tumori 2018 riportano un trend crescente dello 0,3% annuo; fortunatamente, la mortalità correlata al carcinoma mammario risulta essere diminuita nel tempo, grazie all’avvento di strategie di prevenzione e cure adeguate (Ministero della Salute, 2018). Oggi, infatti, si è capaci di diagnosticare quasi il 100% dei casi di tumore grazie all’utilizzo dello screening mammografico, il quale permette di individuare masse tumorali di dimensioni ridotte. All’interno del contesto italiano, nel 2018 sono stati diagnosticati 52.800 nuovi casi di tumore alla mammella e la categoria per cui si può denotare una maggiore concentrazione di diagnosi è identificabile nelle donne comprese nella fascia d’età che va dai 45 ai 64 anni, anche se negli ultimi anni si è riscontrato un forte incremento di prognosi nelle donne comprese in un range tra i 40 e 44 anni (ISTAT, 2018). In linea generale, basandoci sull’elaborazione dei dati storici della patologia, il tumore mammario è raro nelle pazienti fino ai 20 anni, mentre intorno ai 40 anni la percentuale di diagnosi è soggetta a un incremento notevole, che si misura nell’ordine di 150-250 donne ogni 100.000 pazienti.

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Alberto Bianchi
  • Alberto Bianchi