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Se ‘pensare’ è importante, ‘fare’ lo è senza dubbio di più.Così, mentre ci apprestiamo ad affrontare un’altra estate incerta (la seconda che trascorriamo con il fiato sospeso ad osservare le ‘capricciose’ oscillazioni della curva dei contagi da Covid-19) ci ritroviamo anche, da indefessi cronisti quali siamo, a raccontare di incoraggianti (ma decisi) segnali di ripartenza. Tra regioni che riaprono, servizi che riprendono, coraggio e speranza che tornano fortunatamente a fare capolino nel sentire dell’uomo comune, c’è anche un sistema politico/istituzionale che lavora concretamente alla programmazione di un futuro migliore. Ma, i è d’uopo spazzare il campo dal più odioso dei malintesi: se la politica di oggi è spesso (e volentieri) tassata di censurabili iniziative ‘autopromozionali’, è altrettanto vero che esiste una politica concreta, operosa, che lavora per il bene di un Paese e di un Sistema Sanitario che (Dio solo sa quanto) ha bisogno di guardare con fiducia alle nuove tecnologie. È una politica che ascolta il territorio e che risponde alle sue esigenze. È la politica che non cerca applausi, ma lavora nel concreto. E che merita di essere valorizzata. Per fare noi un ideale plauso al suo operato siamo volentieri a dare visibilità agli sforzi che in Emilia-Romagna stanno convergendo sul Tecnopolo,
cittadella della scienza futuro cuore tecnologico della Data Valley Emilia-Romagna.
Qui, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini spende parole che meritano di essere evidenziate: “Lo straordinario progetto del Tecnopolo di Bologna è la dimostrazione della resilienza di questa regione e del nostro Paese che ha potenzialità e risorse che a volte sottovalutiamo. Qui si sposano, in un’unica location, molte delle priorità indicate dall’Unione Europea nel Next Generation Eu e il fatto che tutto ciò sia stato pensato prima del Pnrr è un merito della Regione: questo polo scientifico attirerà a regime 1.500 ricercatori (…). Con il supercomputer
Leonardo – prosegue – l’Italia sarà all’avanguardia nei Big data e nell’intelligenza artificiale. Si tratta di un investimento importante che vede protagonisti l’Unione Europea e l’Italia, oltre naturalmente all’Emilia Romagna. Il fatto che tutto ciò si sposi anche con la partecipazione di importanti partner imprenditoriali italiani e internazionali – chiude la ministra – può rappresentare un modello per quello che potremo fare con le risorse del Pnrr, che rappresentano uno straordinario volano per la crescita del nostro Paese”.
Un applauso quindi alla ‘politica del fare’, nella quale riponiamo le nostre speranze a cui affidiamo il nostro ‘grazie’.
Buona lettura.

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Maria Giulia Mazzoni
  • Maria Giulia Mazzoni